
Patrick Smith, Field CTO EMEA di Pure Storage riflette sulla necessità di raggiungere la massima efficienza energetica nel settore dei data center.
Come evidenziato da un recente articolo di Reuters intitolato “Data-center reliance on fossil fuels may delay clean-energy transition”, la rapida crescita dei data center sull’impulso proveniente da tecnologie come l’AI presenta sfide significative in termini di sostenibilità. Già oggi i data center sono responsabili dell’1-3% del consumo mondiale di elettricità e, secondo lo stesso articolo, Morgan Stanley calcola che entro il 2030 il settore potrebbe emettere circa 1,5 miliardi di tonnellate di CO2, una quantità simile alle emissioni annuali di un grande Paese. Riuscire a soddisfare una crescente richiesta di fabbisogno energetico per alimentare sempre più data center minimizzando contemporaneamente le emissioni non può limitarsi a ricorrere solamente a fonti alternative come eolico, solare o nucleare, bensì richiede di ottimizzare l’efficienza di ogni elemento presente nel design di un data center.
È tempo di agire
Come hanno ripetuto relatori e partecipanti al COP29, è tempo di agire. Servono azioni granulari da parte di tutti gli interessati. Quando si tratta di massimizzare l’efficienza nel design dei data center, l’infrastruttura storage è il perno di ogni iniziativa. Le tecnologie storage legacy consumano parecchia energia per il funzionamento e il raffreddamento, contribuendo in maniera sproporzionata all’impatto ambientale dei data center in particolare di fronte alla crescita delle richieste di dati e AI. La transizione verso soluzioni storage maggiormente efficienti può tagliare i consumi di queste tecnologie fin dell’85% e ridurre significativamente le necessità di raffreddamento con vantaggi immediati e sostanziali.
Una reale sostenibilità richiede tuttavia un approccio olistico. Non si tratta infatti di consumare semplicemente meno energia, ma di utilizzare le risorse in modo più intelligente. Per esempio, l’adozione di soluzioni storage capaci di evolvere con continuità nel tempo senza richiedere frequenti sostituzioni hardware assicura sia efficienza energetica che convenienza economica a lungo termine. Il software e l’hardware che ottimizzano i sistemi storage deduplicando i dati o massimizzando lo spazio impegnato possono aiutare le aziende a ridurre il proprio impatto fisico ed energetico.
Di fronte alla crescente spinta verso la decarbonizzazione e alla conformità con obblighi ambientali diventa essenziale valutare l’intero stack infrastrutturale. Lo storage rappresenta spesso un’opportunità di miglioramento sottovalutata. Scegliendo tecnologie allo stato dell’arte, promuovendo un’ottimizzazione continuativa e assumendo una responsabilità finanziaria per l’utilizzo di spazio ed energia, i data center possono soddisfare crescenti requisiti digitali nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità.
Uno storage sostenibile significa ben più che ridurre le emissioni di CO2, perché spiana la strada verso un sistema di dati maggiormente attento ai consumi e ai costi che promuove resilienza e crescita a lungo termine. Raggiungere questo obiettivo richiede collaborazione, innovazione e un deciso impegno a migliorare l’efficienza a ogni stadio del design, dall’hardware al software.