PGIM: la decarbonizzazione tramite diverse fonti di energia

Per la decarbonizzazione serve un approccio pragmatico alle diverse fonti di energia, sia quelle rinnovabili sia quelle meno inquinanti, come il nucleare.

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Jay Saunders, Portfolio Manager del PGIM Jennison Carbon Solutions Equity Fund, riflette sul panorama delle sorgenti di energia disponibili oggi, in un’ottica di decarbonizzazione.

Ci siamo lasciati alle spalle le importanti elezioni del 2024 negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa, ma la sfida energetica rimane. La crescita della domanda globale di energia, alimentata dalla digitalizzazione, dall’elettrificazione, dall’urbanizzazione e dalla ricerca di soluzioni energetiche pulite deve essere controbilanciata dall’impegno di azzeramento netto delle emissioni. In questo complesso scenario, la transizione energetica impone un approccio pragmatico – e abbondano le opportunità d’investimento per chi è posizionato per sfruttare questo cambiamento.

Le rinnovabili sono una buona soluzione, ma non bastano ancora

Sebbene le energie rinnovabili siano alla base della decarbonizzazione, la loro natura intermittente e la dipendenza da tecnologie di accumulo nascenti rivelano alcune carenze nella nuova infrastruttura energetica. Il gas naturale e l’energia nucleare si stanno affermando come soluzioni scalabili fondamentali per risolvere questo problema. Anche il rame, il “metallo dell’elettrificazione,” è fondamentale per costruire un futuro sostenibile che comprenda i veicoli elettrici.

Gas naturale: un carburante di transizione flessibile

Il gas naturale continua ad avere un ruolo cruciale per ridurre la dipendenza dal carbone, offrendo benefici di decarbonizzazione immediati e garantendo l’affidabilità della rete. Integra le energie rinnovabili offrendo energia flessibile su richiesta quando il solare e l’eolico scarseggiano durante i minimi stagionali o in condizioni climatiche estreme. Alla luce dell’espansione globale dell’infrastruttura GNL, le aziende in grado di sostenere questa transizione offrono importanti opportunità di breve termine. Gli investitori possono trovare valore in aziende che puntano su combustibili fossili a basso contenuto di carbonio, poiché il loro ruolo resta centrale per stabilizzare i mercati dell’energia promuovendo gli obiettivi di decarbonizzazione.

Energia nucleare: promuovere la decarbonizzazione a lungo termine

Trattandosi di una fonte di energia di base a zero emissioni di carbonio, il nucleare assumerà un ruolo dominante nelle strategie energetiche globali. Grazie ai progressi della tecnologia dei reattori nucleari modulari e agli incentivi politici di Stati Uniti ed Europa, l’energia nucleare riuscirà a raggiungere gli obiettivi climatici di lungo termine. Questi sviluppi consentono anche di ridurre i rischi precedentemente associati ai costi elevati e alla gestione delle scorie. I fornitori di energia che procedono alla modernizzazione delle flotte nucleari o integrano piccoli reattori modulari nei sistemi di rete raccoglieranno i vantaggi della politica e del mercato.

Rame: l’eroe nascosto dell’elettrificazione

Il rame, che ha un ruolo cruciale nella produzione e nella trasmissione dell’elettricità, dei veicoli elettrici e delle infrastrutture rinnovabili, ha un ruolo cruciale nella decarbonizzazione per il passaggio alle energie pulite. Mentre il processo di elettrificazione globale accelera, la domanda di rame è destinata a raddoppiare entro il 2050. A differenza di alcuni minerali di nicchia, il rame è essenziale in molti settori. Gli investitori possono cercare valore lungo la catena di fornitura, dalle società di estrazione, con operazioni diversificate e pratiche sostenibili, a società downstream, ben posizionate per l’elettrificazione.

Trattare temi resilienti attraverso un mix energetico pragmatico

La transizione energetica non è un cambiamento unico e definito, ma un’evoluzione pluridecennale che richiede un approccio poliedrico. Queste tecnologie non sono solo esempi di percorsi immediati per la decarbonizzazione della produzione di energia elettrica, ma anche della necessità di soluzioni per la riduzione di carbonio che alimentino settori ad alta intensità energetica come la produzione manifatturiera e i trasporti, dove l’elettrificazione è più difficile. Le aziende che associano l’innovazione alla scala operativa – che si tratti di gas naturale, nucleare o rame – saranno in prima linea in questa trasformazione.

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