Clarios punta sull’Europa per le batterie del futuro: l’accordo con Piaxo

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Clarios ha siglato una partnership ingegneristica strategica con la rumena Piaxo per lo sviluppo di tecnologie di nuova generazione, con un focus mirato sulle batterie agli ioni di sodio e di litio prodotte nel Vecchio Continente. 
Il fulcro operativo dell’intesa sarà il polo tecnologico di Timisoara, in Romania, dove Piaxo mette a disposizione le sue strutture ingegneristiche e un laboratorio avanzato di sviluppo e test presso il complesso ISHO. L’accordo consentirà di unire la rete tecnologica globale di Clarios con le competenze multidisciplinari dell’azienda rumena. Le due società, precisa una nota, continueranno a operare come entità separate con ruoli e responsabilità distinti.

Le batterie del futuro

Dall’avvio della collaborazione, Piaxo ha potenziato la propria struttura locale arrivando a contare circa 50 ingegneri specializzati in software, ingegneria dei sistemi e validazione. Il team rumeno supporterà i progetti di Ricerca e Sviluppo focalizzati sui sistemi di gestione delle batterie (BMS), ma anche sulle tecnologie per inverter e supercondensatori, elementi ormai cruciali per la sicurezza dei veicoli moderni e connessi.
“Questa partnership supporta la nostra trasformazione tecnologica”, ha dichiarato Alexander van Laack, Chief Technology Officer di Clarios. “Man mano che i sistemi a bassa tensione diventano più avanzati e gestiti via software, questa sinergia ci aiuta a combinare competenze complementari in un ambiente ingegneristico connesso a livello globale”.
Soddisfazione espressa anche da Ion Petic, CEO di Piaxo, che ha sottolineato come i laboratori di Timisoara rappresentino un passo decisivo nell’evoluzione dell’azienda: “La collaborazione offre ai nostri ingegneri l’opportunità di contribuire a programmi tecnologici complessi di rilevanza globale, lavorando a stretto contatto con team internazionali”.
Con questo investimento strategico, Clarios consolida la propria transizione verso sistemi a bassa tensione sempre più digitalizzati e ridefinisce il ruolo della Romania come hub ingegneristico chiave per l’automotive europeo.