Servizi energetici: mercato in crescita verso il 2030

I servizi energetici trainano crescita e occupazione, con un mercato previsto fino a 39 miliardi entro il 2030 e impatto su imprese e Pubblica Amministrazione.

Servizi energetici

Edison Next, ENGIE, Renovit e Veolia hanno presentato a Roma l’Outlook dei Servizi Energetici in Italia “Energia per competere”. Lo studio offre una lettura aggiornata e strutturata del comparto dei servizi energetici, analizzandone trend di mercato, modelli di business emergenti e fabbisogni di investimento, evidenziando il ruolo centrale che le società che operano in questo ambito possono giocare al fianco di aziende e Pubbliche Amministrazioni per trasformare la transizione energetica in un’occasione di miglioramento della competitività delle imprese e di creazione di valore per i territori. L’analisi si basa sul coinvolgimento di attori B2B e della Pubblica Amministrazione: sono state raccolte evidenze da 70 aziende italiane dei settori industria e servizi, integrate da interviste a operatori e stakeholder chiave, oltre al contributo di rappresentanti istituzionali (ministeri, associazioni di categoria ed enti), per restituire un quadro organico dei bisogni emergenti.

Realizzata con il supporto tecnico di Bain & Company Italia e il patrocinio di Assistal, AssoESCo ed Elettricità Futura, l’iniziativa nasce dalla collaborazione tra i principali operatori e le associazioni di settore. Lo studio analizza le prospettive del mercato, approfondisce il ruolo dei servizi energetici nella transizione del Paese e ne valuta l’impatto su competitività industriale, spesa pubblica ed economia, contribuendo al dibattito sulle politiche e sulle evoluzioni necessarie a sostenere gli investimenti anche in ottica post-PNRR.

Un settore centrale per la competitività del Paese

Il settore dei servizi energetici, infatti, è sempre più centrale per la competitività del Paese e destinato a crescere entro il 2030, ma il suo potenziale resta in parte inespresso. La domanda è eterogenea: le grandi industrie sono più avanzate, mentre terziario e imprese meno energivore sono ancora in evoluzione, e la Pubblica Amministrazione è frenata da vincoli di bilancio. Nel 2025 la spesa nel mercato dei servizi energetici in Italia ha raggiunto un valore complessivo di circa 17 miliardi di euro, coinvolgendo i settori industriale, terziario e della Pubblica Amministrazione. Quest’ultima rappresenta il principale ambito di spesa, con circa 8 miliardi di euro, trainati soprattutto dai servizi di gestione e manutenzione, e dallo sviluppo delle smart cities.

Seguono il comparto industriale, con circa 5 miliardi di euro, guidati da investimenti sulla generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili e dai servizi di gestione e manutenzione degli impianti, e il terziario, con circa 4 miliardi, dove gli investimenti si concentrano prevalentemente sugli edifici. Nel complesso, il mercato è sostenuto da un mix articolato di tecnologie e servizi che spaziano dall’efficienza energetica alla generazione distribuita, fino alla gestione e manutenzione degli impianti. Dall’analisi emerge come il settore industriale sia più avanzato nel percorso di efficientamento energetico: il 53% delle imprese ha già avviato interventi, contro appena il 18% del terziario, ancora meno penetrato. Le grandi aziende si distinguono per un maggiore livello di strutturazione, con il 75% dotato di piani pluriennali di efficienza energetica, rispetto al 60% delle PMI. Inoltre, tra il 40% e il 50% delle imprese industriali si dichiara competente e pronta a investire direttamente in interventi di efficientamento, a fronte di circa il 30% nel terziario. Resta comunque diffusa la consapevolezza del valore strategico dei servizi energetici come leva di competitività e sostenibilità: l’80% delle aziende ad alto consumo di gas e il 60% di quelle con consumi prevalentemente elettrici o bilanciati la riconoscono come una leva strategica.

Le prospettive di crescita sono rilevanti: il mercato potrebbe raggiungere circa 39 miliardi di euro entro la fine del decennio, con un tasso di crescita annuo composto fino al 18%, quasi il doppio rispetto ai livelli attuali in uno scenario di accelerazione della riduzione dei consumi energetici finali. Accanto al ruolo centrale della Pubblica Amministrazione, è attesa una crescita significativa anche nei settori industriale e terziario. Il potenziale degli investimenti è guidato oltre che da interventi sugli edifici (ad esempio riqualificazione del patrimonio pubblico), dalla diffusione della generazione distribuita da fonti rinnovabili e dalle soluzioni di efficientamento energetico on-site, come pompe di calore e sistemi di ottimizzazione dei consumi. I servizi energetici si confermano quindi un motore strategico per la crescita del Paese, con un impatto crescente su PIL e occupazione.

Entro il 2030 il contributo al PIL potrebbe triplicare, accompagnato dalla creazione di oltre 70 mila nuovi posti di lavoro diretti e circa 220 mila indiretti lungo la filiera. Per le imprese, lo sviluppo del settore si traduce in risparmi energetici fino a 4-6 miliardi di euro l’anno e in un aumento del fatturato fino a 3-5 miliardi, grazie a maggiore efficienza e competitività. Anche la Pubblica Amministrazione può beneficiare di un effetto leva del capitale privato – stimati tra 10 e 20 miliardi l’anno nel periodo 2025-2030 – che può raddoppiare la velocità di investimento. In questo scenario, gli operatori sono chiamati a evolvere da fornitori a partner strategici, capaci di gestire il portafoglio energetico in modo integrato e attrarre investimenti privati.

È inoltre fondamentale un quadro regolatorio stabile e di lungo periodo, insieme a una maggiore integrazione tra imprese, filiere e istituzioni. Questi benefici, infatti, potranno essere pienamente realizzati solo attivando tre leve prioritarie. Innanzitutto, un nuovo paradigma per gli operatori, con modelli scalabili in grado di abilitare gli investimenti e ridurre i rischi. Secondo, un market design chiaro e stabile, insieme a un’evoluzione del procurement pubblico verso logiche integrate e orientate ai risultati. Terzo, una maggiore convergenza tra la domanda e l’offerta, supportata da un sistema capace di connettere gli attori della filiera e favorire partnership strategiche. È quindi essenziale mettere allo stesso tavolo operatori, domanda e Istituzioni per sbloccare il pieno potenziale del settore.