Contrastare l’instabilità e il caro energia

Energia e instabilità geopolitica aumentano i costi delle imprese italiane, ma le rinnovabili offrono una via concreta di competitività e autonomia energetica

Caro energia

EnergRed fa notare che nel pieno di una nuova stagione di instabilità geopolitica, il tema del “Caro energia” è tornato a occupare il centro del dibattito pubblico con toni allarmistici, soprattutto sui rincari per le imprese di ogni settore. Tra guerre, tensioni internazionali e speculazioni sui mercati, si alimenta una narrazione fatta di emergenza continua, incertezza e paura diffusa: una vera e propria “strategia della tensione” energetica che rischia di paralizzare imprese e decisioni in un contesto di profonda dipendenza da fattori che sembrano ingovernabili o poco influenzabili.

Rincari dell’energia per le imprese italiane: una via d’uscita concreta

Eppure, soprattutto per un Paese come l’Italia, una via d’uscita concreta esiste già ed è sotto gli occhi di tutti.

Moreno Scarchini, CEO di EnergRed
Da tempo si alimenta l’idea che l’energia sia destinata a generare instabilità continua, come se fosse un destino scritto. Eppure, non è così. La vera causa sta nella nostra dipendenza dalle fonti fossili: risorse finite, concentrate in specifiche aree del pianeta e quindi inevitabilmente legate a dinamiche di competizione, tensione e conflitto. Per cambiare davvero le cose, è necessario adottare uno sguardo collettivo diverso.

Nel 2026, secondo le stime, il costo della materia prima energia per le PMI industriali italiane crescerà del +27%, portando la spesa complessiva da 34,7 a 38,7-40 miliardi di euro (+15%), con prezzi che potranno superare i 300 €/MWh. Un livello che mette sotto pressione la competitività del sistema produttivo nazionale, già esposto più di altri Paesi europei alle dinamiche dei mercati energetici.

Moreno Scarchini
Accettare senza reagire la volatilità dei mercati significa restare vincolati a una dipendenza strutturale. L’alternativa concreta è assumere un ruolo diretto nella produzione e nella gestione dell’energia. Oggi le rinnovabili rendono questo passaggio non solo possibile, ma anche alla portata di tutti grazie alle quali si stimano benefici netti fino a circa 8,6 miliardi di euro, in grado non solo di assorbire gli aumenti, ma anche di rafforzare la competitività delle imprese italiane, riportando i costi energetici in linea con quelli dei principali partner europei. Il principio alla base è tanto intuitivo quanto dirompente: generare energia dove la si utilizza. In Italia è la via più immediata ed efficace, perché valorizza superfici già esistenti e si integra con facilità nei contesti produttivi attuali. Soprattutto, permette di ridurre l’esposizione a dinamiche geopolitiche esterne, puntando su una risorsa libera, diffusa e non monopolizzabile: il sole.

Caro energia – Attraverso modelli come il Libero Auto-Consumo, l’autoconsumo sviluppato da EnergRed, le imprese possono oggi accedere a energia rinnovabile a un costo fisso di circa 135 €/MWh – contro i 220-280 €/MWh del mercato nel medio-lungo periodo – portando il costo complessivo tra 180 e 220 €/MWh, in linea con economie come Germania, Francia o Spagna, senza investimenti iniziali né oneri gestionali.

In definitiva, quando le crisi assumono una natura sistemica, le soluzioni tampone non bastano: serve intervenire alla radice, con scelte capaci di ridisegnare il sistema. Governare l’energia significa incidere direttamente su stabilità e competitività. Continuare a puntare sulle fonti fossili vuol dire restare dentro un meccanismo di dipendenza e competizione che, prima o poi, genera tensioni e conflitti. Per questo la rotta è ormai definita: rinnovabili diffuse, decentralizzate e accessibili. Non è più una posizione ideologica, ma una decisione industriale che non può essere rimandata.

Per affrontare i rincari dell’energia per le imprese italiane con strumenti strutturali, approfondisci la decarbonizzazione delle imprese e il percorso verso un sistema energia al 100% da fonti rinnovabili.