Gigafactory AI in Europa: l’efficienza energetica come precondizione

AMD sul fronte della sostenibilità: come ridurre del 95% l’energia necessaria per addestrare un modello di intelligenza artificiale.

efficienza energetica

Con l’Europa che sta progressivamente avanzando verso le AI Gigafactory, l’efficienza energetica non è più un’opzione ma un vincolo strategico.

L’Unione Europea ha avviato i bandi per la realizzazione di sette AI Gigafactory sul territorio comunitario, con scadenza estesa al 3 dicembre 2026 e assegnazioni previste per inizio 2027. L’Italia è in corsa con candidature forti – l’annuncio ufficiale è stato dato dal Ministro Adolfo Urso l’11 maggio 2026, indicando come siti principali il data center Eni di Pavia e il supercomputer DaVinci-1 di Leonardo a Genova – ma il nodo critico non è geografico: è energetico.

A livello europeo, i data center assorbiranno 89 TWh entro il 2030 – il 28% dell’intera crescita della domanda elettrica continentale, secondo le stime di J.P. Morgan e del Politecnico di Milano (AI for Energy Report 2026). Teresa Ribera, Commissaria UE alla Transizione Energetica, ha dichiarato a settembre 2026 che l’espansione dell’AI sta mettendo a dura prova le reti elettriche europee, avvertendo che “triplicare la capacità dei data center non può significare triplicare la pressione su reti, acqua e bollette energetiche”.

In risposta, il 21 settembre 2026 la Commissione Europea ha adottato un nuovo schema obbligatorio di rating di sostenibilità per i data center con potenza superiore a 500 kW, basato su efficienza energetica (PUE), consumo idrico (WUE) e approvvigionamento da fonti a basse emissioni. In questo scenario, l’efficienza energetica dei chip non è una caratteristica accessoria, ma la precondizione per rendere sostenibili le infrastrutture AI senza compromettere gli obiettivi di decarbonizzazione.

Justin Murrill, Chief Sustainability Officer di AMD, spiega come l’azienda affronta questa sfida – dalla progettazione di processori più efficienti alla collaborazione con i fornitori di semiconduttori per ridurre le emissioni della supply chain.

Le AI Gigafactory europee richiederanno centinaia di megawatt. Quanto conta l’efficienza energetica per i vostri clienti?

I nostri clienti hanno bisogno di capacità di calcolo sostanzialmente maggiori, ma potenza, raffreddamento e spazio sono risorse finite e costose. Con l’Europa che avanza verso le AI Gigafactory, l’efficienza energetica non è più un’opzione ma un vincolo strategico.

Le prestazioni per watt contano quanto le prestazioni assolute e il costo totale di proprietà. Il consolidamento dei server consente ai clienti di mantenere le stesse prestazioni con meno sistemi, sfruttando meglio i data center esistenti e riducendo la necessità di nuove costruzioni: con tutto ciò che questo comporta in termini di materiali, infrastrutture e autorizzazioni.

Il nostro obiettivo 20×30 punta a un miglioramento di 20 volte nell’efficienza energetica per training e inferenza AI a livello di rack tra il 2024 e il 2030. Se raggiunto, significherebbe ridurre l’infrastruttura necessaria per addestrare un modello tipico dagli oltre 570 rack server nel 2024 AI a soli due, tagliando il consumo elettrico e l’intensità carbonica associati del 95% o più. In alternativa, un data center potrebbe erogare 20 volte più capacità di calcolo utilizzando la stessa quantità di energia.

Come fabless, AMD dipende da fornitori esterni per la produzione. Come collaborate con loro per ridurre l’impatto ambientale della supply chain?

Decarbonizzare la produzione di semiconduttori non è qualcosa che AMD può fare da sola, soprattutto in regioni dove l’accesso all’elettricità rinnovabile è ancora limitato. Per questo la collaborazione con i fornitori è essenziale.

Da oltre un decennio lavoriamo con i partner chiave per monitorare energia, emissioni, acqua e rifiuti. Il nostro approccio è articolato: aspettative chiare nei contratti e nel Codice di Condotta per i Fornitori, valutazione delle performance tramite survey annuali e audit, scorecard condivise con i vertici aziendali di entrambe le parti, e formazione per aiutare i fornitori a sviluppare le proprie capacità.

Il nostro obiettivo è quello di ridurre del 25% l’intensità carbonica della supply chain produttiva tra il 2024 e il 2030.

Sono orgoglioso che nel 2025 AMD abbia ottenuto un punteggio “A” nella valutazione CDP Supplier Engagement, riflettendo performance solide in governance, target setting, gestione delle emissioni Scope 3 e coinvolgimento della catena del valore.

Quale impatto può avere AMD sulla sostenibilità del settore, e come questo orienta le vostre priorità?

L’efficienza energetica dei nostri prodotti è la nostra opportunità di ridurre l’impatto ambientale. Più capacità di calcolo eroghiamo per ogni watt consumato, più aiutiamo i clienti a soddisfare le crescenti esigenze computazionali avanzando al contempo i loro obiettivi di sostenibilità e alleviando i vincoli infrastrutturali. Date le crescenti richieste su potenza, raffreddamento, acqua e spazio nell’era dell’AI nessun ambito è più critico del data center.

Questo plasma le mie priorità come Chief Sustainability Officer: concentrarsi su influenza e impatto, costruire consenso, incorporare responsabilità, fissare obiettivi misurabili, collaborare trasversalmente nei dipartimenti e rendicontare i progressi in modo trasparente. Per integrare l’efficienza energetica nei nostri design serve forte collaborazione tra reparti, obiettivi condivisi e accountability chiara. In ultima analisi, siamo responsabili del raggiungimento degli obiettivi pubblici che abbiamo fissato.

Sebbene la scala della sfida sostenibilità sia imponente, resto ottimista. Questo è un momento straordinario nell’evoluzione della tecnologia, e credo abiliterà soluzioni di sostenibilità che oggi non esistono. La mia speranza è che le generazioni future riconosceranno che abbiamo fatto avanzare in modo significativo sia la tecnologia utile sia la sostenibilità.

Come si è evoluto l’approccio di AMD alla responsabilità d’impresa con l’accelerazione della domanda di AI?

La responsabilità d’impresa è nel DNA di AMD. Il motto del nostro fondatore, fin dal 1969, era “Prima le persone, poi prodotti e profitti”, e rendicontiamo pubblicamente sulla sostenibilità da oltre 30 anni. È una delle ragioni per cui sono entrato in azienda.

La rapida accelerazione dell’AI porta enormi opportunità per migliorare la vita delle persone – dalla sanità alla ricerca scientifica, dall’istruzione alla produttività aziendale. Allo stesso tempo, riconosciamo le sfide ambientali e sociali associate a queste tecnologie. Per questo abbiamo dato priorità ad aree come la sostenibilità dei data center e l’AI responsabile.

In sintesi: man mano che la nostra tecnologia e il nostro business scalano, deve scalare anche il nostro impegno sulla responsabilità d’impresa. Questo significa incorporare pratiche responsabili in tutta l’organizzazione – dalla progettazione di prodotti più efficienti alla collaborazione stretta con i fornitori, dalla definizione di obiettivi misurabili alla costruzione di accountability nei team. Nessuna azienda può affrontare queste sfide da sola: la collaborazione nell’industria e lungo la catena del valore è essenziale.